4.9.06

Quando Clark Kent si leva gli occhiali il pubblico li indossa

Ci si immagina sempre che ad Hollywood, il luogo della professionalità cinematografica per antonomasia, ogni decisione sia accuratamente bilanciata, pianificata e infine applicata, specialmente quelle che prevedono grosse spese. Invece come capita in tutti gli altri ambiti spesso le decisioni più importanti e che in seguito si rivelano fondamentali sono dovute a colpi di testa e fortunate coincidenze.

Così è capitato che uno dei film più tecnologicamente innovativi degli ultimi anni lo sia diventato senza una particolare pianificazione, ma andiamo con ordine.

Nel 2002 Bryan Singer viene invitato al "digital summit" un evento che si tiene al ranch Skywalker, la residenza di George Lucas, dove l'ideatore della saga cinematografica di Guerre Stellari, presenta assieme ad aziende del settore le ultime novità in fatto di cinema digitale ad amici e colleghi. Lo stesso Singer (regista giovane che è nel grande giro da relativamente poco tempo) ha descritto con toni sorpresi e sognanti questi "colleghi ed amici", si era trovato infatti seduto accanto ai suoi idoli: Spielberg, Coppola, Stone, Cameron e Martin Scorsese, per dirne alcuni, con George Lucas che gli spiegava i pregi delle macchine da presa digitali; una scena abbastanza imprevedibile.

Quell'evento aveva suscitato la curiosità di Bryan Singer, che tuttavia si è sempre professato un tradizionalista. A fargli fare il passo decisivo sono stati alcuni test fatti con vari tipi di telecamere analogiche, quando si rese conto che per Superman Returns avrebbe avuto bisogno di una telecamera a 70mm per ottenere la qualità e l'impatto visivo che desiderava. Ad Hollywood tutti sanno che la pellicola 70mm e l'apparecchiatura per utilizzarla costano uno sproposito (è stata infatti utilizzata raramente e per colossal come Lawrence D'arabia e 2001:Odissea Nello Spazio), così gli fu proposto di utilizzare un nuovo tipo di telecamera digitale, la Genesis della Panavision, ancora mai usata da nessuno, ma che era in grado di girare immagini di risoluzione paragonabile al 70mm che erano delle dimensioni giuste per essere riversate sulla più tradizionale pellicola da 35mm. Rimasto piacevolmente impressionato dal risultato (che effettiamente è impressionante specialmente nelle inquadrature in campo lungo) Singer non ci ha pensato troppo su prima di adottarla, si è trovato così a fare da tester per questo nuovo prodotto mai utilizzato da nessuno, cosa che ha anche creato qualche problema, come per esempio lo storage del girato. La Genesis infatti registra su nastri magnetici, cassettine da 85$, un film da 200 milioni di dollari registrato su un mucchio di cassettine da 85$.... Avrebbe spaventato chiunque.

Ma il lavoro di sperimentazione digitale di Singer non si è fermato alla sole riprese. Per ottenere un volo credibile di Superman infatti era necessario fare alcune modifiche a Brandon Routh (l'attore che interpreta il superuomo) ed al suo mantello. Per dare il senso di estrema velocità infatti mantello e capelli sono stati modificati in computer grafica facendogli avere reazioni altrimenti irricreabili in maniera naturale. In alcune brevi sequenze addirittura Superman è interamente digitale e purtroppo un occhio attento se ne accorge.

Infine mentre il film era ancora in fase di produzione e di pronto c'era solo un teaser trailer, Singer ricevette la visita di alcuni inviati dell'Imax, i quali si presentarono con il suo trailer modificato per essere visto in 3 dmensioni nelle loro sale. Il risultato impressionò talmente tanto il regista che dopo un breve dialogo con la produzione fu deciso che del film ne sarebbe uscita anche una versione parzialmente in 3 dimensioni per il circuito Imax. A Singer sono stati concessi 20 minuti di tridimensinalità e lui ha scelto le scene di maggior effetto in cui Clark Kent è Superman. Quand Clark si leva gli occhiali il pubblico li indossa. Mai era capitato che un film non d'animazione hollywoodiano uscisse nelle sale Imax, un po' per il costo del processo di tridmensionalizzazione e un po' per la reticenza tecnologica del mondo cinematografico. Ma tutto ciò sembra aver pagato perchè in America Superman Returns in Imax ha registrato ottimi incassi. In Italia ci sono solo due sale Imax ma sarà proiettato in entrambe.

Quello che in sostanza ha fatto Bryan Singer è stato partire con un'idea forte: un Superman che fosse veramente classico (che corresse incontro alla telecamera aprendo la camicia sotto la quale si vede la S) da mostrare nella maniera più esteticamente convincente e piano piano ha accumulato le tecnologie che gli servivano di volta in volta senza preoccuparsi di sperimentare o fare un film eccessivamente tecnologico. Non ha avuto nemmeno timore del 3D che avrebbe potuto rivelarsi un grande flop. E il risultato paga.

da MYMOVIES.IT del 22/07/06

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