17.5.07

Il primo film hollywoodiano girato senza pellicola

Il cinema è ancora cinema anche senza il ciak e senza il regista che grida "Motore.... Azione!"? Si. Lo dimostra "Zodiac", il film di David Fincher che è stato, non solo realizzato interamente in digitale come già altri film in precedenza, ma anche pensato, strutturato e concepito fin dal sistema di lavorazione in una maniera diversa in grado di sfruttare tutti i possibili vantaggi della mancanza di celluloide.
La presenza di capienti dischi rigidi al posto delle pizze piene di pellicola (sia essa digitale che analogica) sul set di "Zodiac" ha fatto sì che non fosse necessario alcun ciak prima dell'inizio delle scene e che il regista non dovesse gridare "STOP!" per interrompere la macchina da presa, perchè il digitale non è una risorsa da risparmiare. Le memorie sulle quali vengono registrate le immagini riprese dalla cinepresa digitale (in questo caso non la solita Genesis della Panavision ma la Thomson Filmstream Viper già usata da Michael Mann) non sono costose come la (costosissima) pellicola, sono molto più capienti e inoltre (per espressa volontà di David Fincher) integrareno un sistema che consente di cancellare immediatamente il materiale di scarto.
A questo punto non c'è alcun bisogno di interrompere la registrazione ogni volta che una scena deve essere ripetuta, si può continuare a registrare senza sosta. Così si annullano i tempi morti, le pause, i cambi di pizza e i momenti di estraniamento degli attori dalla loro prestazione, al punto che Robert Downey Jr. (uno dei protagonisti del film) a questo proposito ha commentato che non si era mai trovato a dover stare così tanto in piedi.
La scomparsa del ciak invece è tutto frutto di un'idea di Fincher che, avendo già lavorato con il digitale per la regia di molti spot pubblicitari, aveva calcolato quanto l'utilizzo di questo sistema costasse in termini di tempo e risorse. La procedura infatti prende almeno 10 secondi ogni volta, che, moltiplicati per le circa 300 riprese effettuate quotidianamente possono accumularsi fino a costare anche mezz'ora di girato superfluo ogni giorno. A rendere superfluo questo girato è appunto "l'auto-slate", l'idea di Fincher per identificare e marcare le scene senza il ciak: si tratta di un segnale visivo inseribile dalla cinepresa nei primi 5 fotogrammi di ogni scena e che fornisce le medesime informazioni del segnale fisico del suo predecessore fisico, il ciak è già nel girato.
Queste evoluzioni sono parte della rivoluzione del cinema girato in digitale che si sta facendo strada lentamente a Hollywood grazie a pionieri come Fincher, Lucas, Rodriguez e Michael Mann. Si tratta di un modo di girare film tecnicamente diverso che ha ripercussioni forti sul risultato finale, una serie di potenzialità nuove che ogni autore sperimenta a seconda di ciò che più rientra nelle sue corde. Il notturno e malinconico Mann con "Collateral" e "Miami Vice" ha dimostrato che le nuove tecnologie di ripresa, consentendo di girare con pochissima illuminazione, rendono possibile una visione completamente differente della notte, più reale perchè illuminata dai lampioni veri e non dalle luci del set. Mentre il maniaco della recitazione Fincher con le sue idee ha messo a punto un sistema che gli ha consentito di portare alle estreme conseguenze il suo metodo di direzione degli attori.
Raccontano infatti gli stessi protagonisti di "Zodiac" come girare in questo modo fosse molto diverso e come cambi il modo in cui ci si relaziona con il regista e con il set. Fincher spesso entrava in campo durante una scena per dare indicazioni e poi ritornava dietro la cinepresa senza che ci fossero interruzioni, era un flusso continuo di recitazione. Cosa che ben si adatta al metodo del regista di Seven e Fight Club, noto per la sua maniacale attenzione alla recitazione e per la sua esigenza di far provare anche 80 volte una scena prima di considerarla "accettabile". Lui stesso ha avuto modo di spiegare più volte come consideri le prime 20-30 ripetizioni di una scena utili unicamente a liberare gli attori dalla loro impostazione fasulla, e solo quando hanno perso questa prima barriera si può cominciare a provare davvero una scena.

da IL SECOLO XIX del 17/05/07

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