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3.7.09

Coraline tra videogioco e film

Una volta era considerato un insulto dire di un film che "somiglia ad un videogioco", oggi non più. A dimostrarcelo arriva da venerdì nelle sale (in 3D e non) Coraline, l'ultima perla di animazione in stop motion (la tecnica che fa muovere sullo schermo pupazzi di plastilina) di Henry Selick, il regista diventato noto con un altro gioiello animato: Nightmare Before Christmas.
Il film e l'omonimo videogioco (già disponibile per Playstation 2, Wii e Nintendo DS) sono stati realizzati di pari passo tenendo conto l'uno delle esigenze dell'altro. Ma lungi dall'aver condizionato la qualità e la godibilità dei due prodotti, una simile integrazione li ha invece arricchiti, portando un coinvolgimento da vero film al gioco e idee originali al racconto del film.
La storia di Coraline viene dall'omonimo racconto di Neil Gaiman e gira intorno ad una bambina insoddisfatta come molte dai genitori, a suo dire grigi e poco attenti alle sue esigenze, che nella nuova casa in cui la famiglia ha traslocato trova una porta per un altro mondo speculare a quello reale ma dove tutto è come lei vorrebbe. Almeno apparentemente.
Coraline è quindi prima di tutto un racconto e chi non ha mai toccato un videogioco non si accorgerà probabilmente delle novità. I più smaliziati invece non potranno fare a meno di notare come la storia segua spesso le regole dei più noti videogiochi di ruolo. In particolare nella parte finale, quella in cui la bambina deve risolvere delle prove e recuperare degli oggetti in una sfida contro il tempo per liberare i genitori, ci sono molte idee tipiche dei videogame come gli schemi da "completare" sconfiggendo un nemico che li sorveglia, oggetti magici da utilizzare per la soluzione delle prove e una rigida divisione in aree.
Coraline però è solo un primo assaggio di questo tipo di contaminazione aspettando Avatar. L'attesissimo nuovo film che James Cameron ci porterà nella prossima stagione a ben 12 anni di distanza dai fasti di Titanic, è stato infatti realizzato in parallelo all'omonimo videogioco e con idee ancora più radicali. La collaborazione tra i team creativi del film e del gioco è stata talmente stretta che addirittura è durante la presentazione del gioco (e non del film) all'annuale fiera mondiale dei videogame di Los Angeles che il regista ha rivelato le prime attesissime (e per ora uniche) indiscrezioni sull'ambientazione e la possibile trama fantascientifica della pellicola.

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 17/6/09

Trasformati dai Transformers

Il filmone americano di questa estate gira intorno a robottoni giganti che se le danno di santa ragione. Lo sanno tutti, dai bambini (già esaltatisi nel 2007 per il primo film della serie) ai ragazzi cresciuti con gli omonimi cartoni degli anni '80 che continuano a divertirsi con l'azione forsennata del regista Michael Bay (specialista in esplosioni, ralenti e belle donne), ma lo sanno bene soprattutto gli attori.
Infatti, nonostante la presenza di nomi di richiamo (ma all'epoca del primo film non lo erano affatto) come Shia LaBouef e Megan Fox, il cuore di Transformers 2 (nelle sale italiane dal 26 giugno) sono i robot: "Quando pensavamo di non aver dato il massimo in una scena ci dicevamo: <>". A parlare è Ramon Rodriguez (nel film interpreta il compagno di stanza del protagonista), esordiente nella saga dei robot Hasbro, mentre a ridere riconoscendosi in questa battuta ci sono Josh Duhamel e Tyrese Gibson, militari all'ombra dei giocattoloni giganti (e digitali) già dal primo film. Attori non molto noti per un film che di certo non ha velleità intellettuali eppure, come tipico di Hollywood, professionisti di alto livello.
Il giovanissimo Ramon Rodriguez ha già girato il suo secondo film, un thriller al fianco del veterano Denzel Washington ed è cresciuto nel rigoroso mondo delle serie tv americane (principalmente The Wire), mentre Josh Duhamel è un volto reso noto da 5 stagioni della serie Las Vegas e infine Tyrese Gibson è un vero intrattenitore a tutto tondo.
L'attore di colore già noto per 2 Fast 2 Furious non si pone limiti e racconta con fierezza il suo sogno americano dalle borgate al successo non solo cinematografico. In queste notti a Roma ha girato per discoteche facendo ascoltare il suo ultimo singolo hip hop (Take me away) per testare le reazioni del pubblico e girare un videoclip, forse interpreterà un eroe dei fumetti (Luke Cage) ma intanto il 5 Agosto lancia Mahyem, un fumetto scritto da lui che già nella sola prevendita ha fatto segnare proventi record: "I limiti esistono nella tua testa. Se li assecondi è solo un problema tuo".

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 12/6/09

Ascolto. Clicco. Compro. E' la nuova distribuzione

Capita spesso di avere in testa una canzone che ronza e volerla furiosamente ascoltare. Ecco, su quest'impulso all'ascolto (e magari all'acquisto) si gioca la partita fondamentale della nuova promozione musicale. Voglio, clicco, compro, ascolto.
Come spesso capita però le etichette musicali hanno recepito il cambiamento in ritardo lasciando per anni campo libero alla pirateria. Solo negli ultimi tempi la situazione è cambiata grazie ad iniziative promozionali sui social network e i siti più importanti della rete.
E' posizionato in prima linea MySpace Music, un servizio assolutamente rivoluzionario (presto attivo anche in Italia) che consente di ascoltare qualsiasi brano gratuitamente in streaming. Ascoltare senza possedere. Se poi si desidera anche possedere con click si arriva ad un qualsiasi music store, si paga e si scarica.
Da noi la rivoluzione del diritto all'ascolto gratuito (che poi in realtà è pagato dalla pubblicità che compare sulle pagine) l'ha portata per primo Dada, che con il suo Music Movement offre in Italia le medesime possibilità di MySpace Music con un'opzione di acquisto ancora più rapido, perchè non appoggiato a music store esterni.
Allo stesso modo anche YouTube offre lo stesso servizio. Il sito di video più visitato al mondo infatti campa in realtà sulla musica e da qualche mese in sovrimpressione ad ogni video musicale compare un pulsante che consente di soddisfare con un click l'impulso d'acquisto su iTunes. Un business non da poco se si calcola che su YouTube sono musicali 5 tra i 10 video più visti e che, secondo la FIMI, "l’83% degli utilizzatori internet ha guardato un videoclip on line nel 2008 rispetto al 31% del 2006".
E non vanno dimenticati i videogame. Il 76% di chi gioca a giochi come Rock Band o Guitar Hero compra la musica che sente nel gioco. La cosa ha di fatto aumentato le vendite di alcuni brani anche dell'843%. Numeri impressionanti che che hanno spinto alla creazione di edizioni dei giochi "dedicate", come quella tutta sui Metallica. L'attesa però è per il 9 settembre quando toccherà al gruppo più di successo della storia: i Beatles.

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 7/6/09

8.5.09

E Wolverine batte anche i pirati

"Bellissimo! Lo andrò a vedere sicuramente anche al cinema!" così commenta uno dei tanti utenti che hanno scaricato abusivamente Wolverine prima della sua uscita al cinema avvenuta questo weekend, e non deve essere l'unico ad averla pensata così. Il film infatti ha subito incassato bene: circa 87 milioni di dollari nel primo weekend, poco meno di quei 98 milioni che un anno fa fece registrare Iron Man, e in Italia ha toccato i 2 milioni di euro come nel 2003 fece l'omologo X-Men 2.
Eppure Wolverine doveva essere un caso esemplare: era disponibile online in barba al diritto d'autore già un mese fa, mai un film hollywoodiano così importante era stato messo in rete così tanto tempo prima dell'uscita! 30 giorni nei quali i download sono stati tantissimi, ben un milione solo nella prima settimana. Eppure il film incassa bene. Lo fa nonostante il fatto che non sia un granchè e nonostante la paura da febbre suina per la quale tutti sconsigliano di aggregarsi in luoghi chiusi.
Tutto questo ci conferma come, nonostante tutto quello che si dice, la pirateria in realtà non danneggi le sale. Chi sceglie la sala sceglie di uscire di casa, di andare in giro e di fare qualcosa nei luoghi sociali della città, mentre un film piratato semmai è in concorrenza con altri tipi di intrattenimento casalinghi come l'home video.
Ci si chiede allora quanto il danno della pirateria sia imputabile ad essa e quanto al fatto che non esiste un'offerta identica ma legale ad un costo ragionevole. Se quei milioni di download illegali fossero stati invece legali e a pagamento (da sommare ai milioni di biglietti staccati) si potrebbe ancora parlare di perdite per l'industria?

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 06/05/09

4.5.09

YouTube cambia

Dopo 4 anni di vita, un numero incalcolabile di video caricati e uno ancora superiore di video visti dagli utenti, dopo cause milionarie per violazione del diritto d'autore, un'acquisizione miliardaria da parte di Google e polemiche a non finire YouTube cambia design e filosofia. A costringerlo, come sempre, gli incassi.
Perchè nonostante sia uno dei luoghi più visitati di tutta la rete e nonostante sia una banca dati video unica, lo stesso YouTube non riesce a fare soldi come dovrebbe. In gergo si dice che non "monetizza utenti", cioè che non trasforma correttamente ogni visita in denaro, cosa decisiva per un servizio totalmente gratuito.
Per monetizzare dunque si cambia design e soprattutto organizzazione interna. Oggi le categorie che fanno bella mostra di sè in home page (e che rispecchiano la filosofia del sito) sono Video, Canali e Community. Tre categorie improntate ai contributi degli utenti. Dal 16 Aprile il sito invece si dividerà in Movies, Music, Show e Video che sarà l'unica delle 4 nuove categorie a racchiudere i video inviati dagli utenti, per il resto si tratterà di materiale considerato "professionale" e autorizzato dai proprietari del copyright. Non cambiano le regole, solo la visibilità che sarà data ai contenuti.
Il motivo del cambiamento è che i video caricati dagli utenti sono croce e delizia del sito. YouTube è grande grazie a loro ma è anche vero che per colpa loro non ottiene la pubblicità che dovrebbe. Eppure ci ha provato: ha messo pubblicità testuale sulla pagina, banner animati, addirittura sovrimpressioni sui video e recentemente anche il "Click To Buy", cioè per ogni video musicale (il contenuto più presente in assoluto) compare la possibilità di andare a comprare la canzone in questione su iTunes.
Tuttavia quale pubblicitario rischierebbe di vedere la propria pubblicità accanto ad un video potenzialmente offensivo, volgare, stupido o anche solo noioso? Niente garanzie, niente contratti. Così ora arrivano in massa contenuti affidabili, autorizzati e sicuri (video musicali, serie tv e film) per permettere un nuovo flusso di denaro e una nuova fase (più adulta) per il video in rete.

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 22/04/09

23.2.09

L'Oscar? Lo hanno vinto i pirati del web

Quando nella notte di domani a Los Angeles i vincitori degli Academy Awards alzeranno al cielo la statuetta, milioni di persone avranno già scaricato i loro film illegalmente e in ottima qualità.
Dei 26 film in gara per almeno un premio ben 23 sono già reperibili in rete. E anche se molti sono appena usciti nelle sale, la visione pirata non è quella un po' distorta e traballante di chi ha ripreso il film con una telecamera la sera della prima (o dell'anteprima…) ma la migliore qualità possibile, quella del dvd, anche se di dvd in commercio non ce n'è ancora traccia.

La cosa non è normale, ogni buon pirata sa che solitamente i film arrivano in rete prima in cattiva qualità e solo in seguito all'uscita in dvd in versioni migliori: “Occorre fare attenzione perchè oltre alla ripresa in sala un film può arrivare nei circuiti illegali anche grazie a copie di lavorazione messe online da conniventi interni all'industria cinematografica” spiega Marco Spagnoli, giornalista e critico del Giornale Dello Spettacolo, direttore artistico dei Dvd Awards e autore di pubblicazioni sugli Oscar come il libro Big Night.

Come si spiega allora quest'impennata qualitativa? “Non si può dire con certezza, ma esiste l'ipotesi di una fuga di materiale causata dai giurati dell'Academy che per valutare i film ricevono i DVD a casa anche prima che escano in sala”.
Un problema grosso, tanto che in America le associazioni dei produttori stanno prendendo serie precauzioni con controlli da aeroporto all'entrata dei cinema e indagini all'interno delle proprie strutture. Da noi invece non sembra muoversi molto: “Siamo il paese con la maggior quota di download illegali al mondo (20%), eppure non si è mai fatto abbastanza per sensibilizzare i giovani e i professionisti del cinema in questa direzione. L'industria deve guardarsi in faccia e capire chi e perché favorisce un business che in tempi di crisi depriva l'industria di fondi vitali e che favorisce l'illegalità”.

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 23/02/09

8.2.09

Il cinema prepara la rivoluzione
il futuro sarà a tre dimensioni

La buona notizia è che i film in 3D ci sono e piacciono, la cattiva è che è ancora difficile vederli. Nel corso del 3D Day al Future Film Festival di Bologna è emerso infatti che al momento sono 42 le sale italiane pronte per le tre dimensioni, poche rispetto alle 3.000 totali e pochissime se si pensa a quanti e quali film girati in tridimensionale usciranno nel 2009: Up (della Pixar), L’era glaciale 3, A christmas carol (di Robert Zemeckis) e l’attesissimo Avatar (di James Cameron) solo per citare i più importanti.

La copertura del territorio però continua e già per l’uscita pasquale di Mostri contro alieni, il primo cartone Dreamworks pensato e realizzato dall’inizio con tecnologia 3D, le sale dovrebbero essere diventate almeno 60 sulle 600 totali che proietteranno il film. Dunque nel 90% dei casi il film verrà visto in una versione adattata alle tradizionali due dimensioni.

Bisognerà però fare attenzione perchè non si ripetano i problemi di Viaggio al centro della Terra 3D, altro film tridimensionale che era visibile più che altro in versione bidimensionale. In molti dei cinema non 3D infatti non era specificato che si trattasse di una normale proiezione, cosa che ha indotto la gran parte degli spettatori a pensare di aver assistito ad un film in tre dimensioni pur non avendo dovuto indossare gli indispensabili occhialini. In quei casi il commento è stato inevitabilmente: “Non cambia niente!”.

Una pessima pubblicità per una tecnologia che invece dovrebbe servire da cavallo di Troia per l’adozione del digitale (e di tutti i vantaggi distributivi che comporta) anche nelle sale italiane.

Tuttavia, nonostante la scarsa copertura del territorio, lo stesso i primi film in 3D hanno confermato anche da noi i trend positivi registrati nel più maturo mercato americano: quando lo spettatore può scegliere tra vedere un film 2D oppure in 3D in 7 casi su 10 sceglie il secondo e soprattutto i film tridimensionali lasciano soddisfatti, tanto che i loro incassi invece di calare del fisiologico 35% nelle prime settimane calano solo dell’8%.

da LA GAZZETTA DELLO SPORT del 01/02/09